Paolo Fresu scrive nelle liner notes:
Nel nuovo disco di Andrea Sabatino si colgono gli umori dei suoi ascolti e delle sue passioni.
Queste sono molteplici e costituiscono un melting-point tra la grande tradizione del trombettismo classico e le influenze contemporanee delle scuole scandinave e dei nuovi linguaggi odierni tesi tra suoni puri ed elettronici. Non è casuale che Fatata inizi con un brano totalmente acustico e in solitudine. Quasi a voler sottolineare l’importanza dello spazio e della pulizia sonora che, nel percorso dell’opera, si dipana poeticamente con riferimenti e omaggi ad artisti che ama e a figure di riferimento per la sua vita artistica e umana.
Andrea è un musicista curioso e aperto come dovrebbe essere sempre il linguaggio della musica e soprattutto del jazz che, in questo lavoro, si esplica in maniera intelligente e misurata con rimandi al mondo classico oltre che al pop e al rap. E se la piccola Benedetta offre su Tatta lo spunto per imbastire una sinuosa melodia ritmica, è su Road to Nazareth che il compositore e trombettista prova a disegnare la sua personale mappa delle nuove geografie incerte che basculano tra Palestina e Israele omaggiando Avishai Cohen. Fatata, con Claudio Filippini, Antonio De Luise e Dario Congedo, si avvale del contributo del violoncello di Francesco Mariozzi e delle voci di Badrya Razem e Done che impreziosiscono un lavoro già ricco e denso di idee, a costituire un affresco che bene rappresenta il contemporaneo. Del resto Andrea proviene da una terra, il Salento, che è luogo coevo per eccellenza. Terra tra i mari come il jazz che li attraversa giorno dopo giorno alla ricerca di nuovi approdi creativi. Non fermatevi al primo ascolto e, soprattutto, non interrompetelo.
Come ogni vero viaggio questo va percorso fino alla fine quando Andrea, Ulisse del presente, torna nella sua Itaca dalle muse ispiratrici Fatima e Benedetta con il brano che mette assieme i loro nomi e che da il titolo all’album.
Sono certo che Fatata navigherà a lungo lasciando un segno indelebile nei vostri cuori.
Tatta, Fafa, Bea, le mie figlie, la cosa più bella della mia vita! “Fatata”, un sogno che si realizza dopo un lungo periodo di riflessione e di cambiamenti nella mia vita.
Vorrei ringraziare una persona su tutte per la co-produzione del lavoro: Roberto Passaro, un semplice appassionato, una persona umile ma soprattutto un grande amico che sposa col cuore il mio lavoro. Un grazie immesso alla mia band: a Claudio, Antonio e Dario che hanno portato in questo lavoro il loro grande talento e la loro immensa professionalità. Agli ospiti Badrya, Francesco e Done che hanno impreziosito in modo fantastico il tutto. Ringrazio l'etichetta ENCORE MUSIC nelle persone di Vittorio Bartoli e Roberto Lioli per aver creduto nuovamente in me e nel mio nuovo lavoro, il tecnico del suono Tommy Cavalieri, per avere “ricamato” dei suoni meravigliosi. Un grazie infinito al grande Paolo Fresu, musicista fantastico e amico di sempre, per la stima, l’affetto e per aver firmato le “liner notes” del disco, parole che rimarranno per sempre incise nella mia anima. Grazie a Dario Discanno per avermi donato, come sempre, gli scatti meravigliosi di questo lavoro. Infine, sempre e per sempre, ringrazio gli amori della mia vita: Gloria, Beatrice, Benedetta e Fatima, per avermi tenuto per mano in questo viaggio meraviglioso.
Andrea
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