In occasione dell’uscita del suo primo lavoro da leader, intervistiamo la cantante marchigiana Marta Giulioni, che ci racconta l’album “Up On A Tightrope”, recentemente pubblicato dalla Encore Music:
– Com’è nata l’idea del disco?
«Dopo tanti anni passati a studiare musica, scrivere diventa uno step necessario. Nel mio caso, l’ho fatto principalmente lasciandomi ispirare ad altri ascolti. Il disco è nato così, in maniera naturale: accumulando vari brani, sono arrivata al punto di decidere di andare in studio e registrarli.»
– Dove avete registrato il disco?
«Il disco è stato registrato in un bellissimo studio di Perugia, l’Entropya studio di registrazione di Gabriele Ballabio: uno studio molto professionale e ben fornito, con un fonico bravissimo – Stefano Beko Bechini – che consiglio a tutti! Mi sono trovata molto molto bene con loro.»
– Ci presenti i componenti del gruppo?
«Io alla voce, Nico Tangherlini al pianoforte, Gabriele Pesaresi al contrabbasso ed Andrea Elisei alla batteria. Sono tutte persone a me care. Gabriele è stato uno degli insegnanti che ho frequentato di più durante vari seminari, ed oltre che diventare, nel tempo, un modello, adesso è diventato anche un collega. Con Nico ci suono, ormai, da circa otto anni, mentre con Andrea condivido altri progetti, ad esempio “Mantis”.»
– Com’è avvenuto l’incontro con Encore Music?
«Durante la ricerca dell’etichetta discografica, osservavo le pubblicazioni di musicisti che conoscevo. Di conseguenza, sono arrivato all’Encore Music. Di base, mi son piaciute sia le persone che le proposte musicali dell’etichetta discografica, che ha risposto positivamente alla mia proposta musicale. C’è da dire che non era una conoscenza pregressa, ma un contatto a cui sono arrivata tramite altre ricerche, che ho poi chiamato personalmente.»
– Cosa ci racconti nel disco? Perché “Up On A Tightrope”?
«”Up On A Tightrope” vuol dire “in cima ad una fune”. Questo titolo l’ho scelto pensando al terzo brano del disco, “Il funambolo”, che è un brano che ho composto ascoltando Joseph-Maurice Ravel, ed è caratterizzato dalla “sola” presenza del piano e della voce, nella ricerca di un’atmosfera abbastanza eterea. Contattando Giovanni Paladini, uno scrittore e amico che ha scritto tutti i testi in italiano, gli ho chiesto che sensazione gli trasmettesse il brano, e lui mi ha risposto “di un qualcosa che rimane in bilico”. Da lì è nato tutto il testo de “Il funambolo”, e mi sono ricollegata all’idea della visuale di un mondo “in bilico”, riferendomi sia alla sfera personale, che a quella che stiamo vivendo, ormai, da due anni a questa parte. Il senso è quello di trovare una sicurezza anche nell’incertezza, cercando di raggiungere i nostri obiettivi anche se abbiamo un filo sotto i piedi. Sono molto contenta di questo disco, perché con questo titolo e l’idea del funambolo è come se avessi raccolto e messo in musica quel “senso di intangibilità” che sento appartenermi, sia consciamente che inconsciamente. Infine, la copertina è stata realizzata da Jacopo Ausili, un caro amico batterista e grafico molto in gamba!»
– Cosa lo differenzia dal tuo precedente lavoro discografico “A Postcard from Nowhere”?
«La differenza principale è che in “A Postcard from Nowere” non sono io la principale compositrice dei brani; l’unico brano che ho composto nel progetto “Mantis” è “Colibrì”, che ho voluto includere anche nel nuovo disco come bonus track. Per il resto, è stato un vero e proprio lavoro corale, in cui gli arrangiamenti del disco sono ad opera di tutti i componenti del gruppo. In “Up On A Tightrope”, invece, non solo è tutta farina del mio sacco, ma cambia anche molto il sound del disco, più intimo e personale.»
– Come bonus track del disco è presente “Colibrì”. Il motivo di questa scelta?
«Per il suo significato intrinseco: sentendo tutto l’insieme del disco, l’ho voluto includere perché rappresenta l’elemento passato che ha caratterizzato il percorso sonoro del nuovo disco. In altri termini, “Colibrì” è il “filo” che connette i miei ultimi lavori discografici, “A Postcard from Nowhere” e “Up On A Tightrope”, ed è un brano a cui sono molto legata. Inoltre, l’ho inserito come bonus track per non rovinare l’equilibrio narrativo delle nuove composizioni del disco.»
– Progetti per l’immediato futuro?
«Il 5 maggio presenterò il disco a Parigi, al Sunset Sunside, ma con musicisti locali per questioni logistiche legate all’organizzazione dell’evento. Per quanto riguarda l’Italia, aspetto delle conferme per l’estate. Un piccolo progetto personale, invece, è quello di fare un disco in duo con Nico. Vediamo se riusciamo a materializzarlo presto…»